I muscoli allenati aiutano i neuroni? Cosa dice davvero la ricerca

I muscoli allenati aiutano i neuroni? Cosa dice davvero la ricerca

Di |2026-08-17T23:36:56+01:00Novembre 12, 2024|0 Commenti

Per molto tempo abbiamo immaginato il rapporto tra cervello, nervi e muscoli come una strada a senso unico.

Il cervello decide.

Il nervo trasmette.

Il muscolo esegue.

Una specie di catena di comando militare.

Dall’alto arriva l’ordine e in basso qualcuno obbedisce.

La ricerca degli ultimi anni sta mostrando un’immagine molto più interessante.

Il muscolo non è semplicemente l’ultimo anello della catena.

Quando lavora, comunica.

E alcuni studi stanno cercando di capire quanto questa comunicazione possa influenzare anche il sistema nervoso.

Il muscolo non è soltanto carne che si contrae

Quando facciamo esercizio vediamo soprattutto quello che succede all’esterno.

Un braccio si piega.

Una gamba spinge.

La schiena si estende.

Il cuore accelera.

Magari sudiamo.

Ma contemporaneamente all’interno dell’organismo si attivano moltissimi processi che non possiamo vedere.

Tra questi c’è anche la produzione e il rilascio di alcune sostanze da parte del muscolo.

Una parte di queste molecole viene indicata con il termine miochine.

Che cosa hanno fatto i ricercatori

Uno studio guidato dal gruppo di Ritu Raman al MIT ha cercato di isolare un problema molto preciso:

che cosa succede ai motoneuroni quando vengono esposti ai segnali prodotti da un muscolo che si contrae?

È difficile rispondere a questa domanda studiando direttamente un animale o una persona.

Dentro un organismo accadono contemporaneamente migliaia di cose.

Sistema immunitario, circolazione, ormoni, altri tessuti.

Come fai a sapere che un effetto dipende proprio dal muscolo?

I ricercatori hanno quindi costruito un modello sperimentale in laboratorio nel quale potevano studiare separatamente muscoli e motoneuroni.

Hanno fatto contrarre il tessuto muscolare e raccolto le sostanze rilasciate dal muscolo.

Successivamente hanno esposto i motoneuroni a questi fattori.

Il risultato è stato interessante: i motoneuroni esposti ai fattori prodotti dal muscolo sottoposto a contrazione hanno mostrato un aumento significativo della crescita dei neuriti e della migrazione cellulare rispetto ai controlli. L’effetto variava anche in relazione all’intensità della contrazione del tessuto muscolare. (PubMed)

Quindi facendo esercizio crescono i neuroni?

No.

“i neuroni crescono quattro volte tanto”.

È una frase molto efficace.

Forse troppo.

Perché chi la legge potrebbe capire:

“Se faccio esercizio fisico, i miei neuroni crescono quattro volte.”

Lo studio non dimostra questo.

Parliamo di un esperimento in vitro, cioè realizzato su cellule e tessuti in laboratorio.

I ricercatori hanno osservato cosa accade a motoneuroni coltivati sperimentalmente quando vengono esposti ai fattori prodotti da tessuto muscolare sottoposto a contrazione. (PubMed)

È un risultato importante perché permette di studiare un meccanismo.

Ma tra dimostrare un meccanismo in laboratorio e stabilire esattamente che cosa succede nel sistema nervoso di una persona che si allena esiste una distanza che la ricerca deve ancora percorrere.

Ed è proprio qui che secondo me la scienza diventa più interessante.

Non abbiamo bisogno di esagerarla.

I ricercatori hanno studiato anche l’effetto meccanico

La parte che mi ha affascinato maggiormente arriva dopo.

Il gruppo non si è limitato alla comunicazione biochimica.

Si è posto un’altra domanda.

Quando ci muoviamo, i tessuti non ricevono soltanto segnali chimici.

Vengono anche deformati.

Allungati.

Compressi.

Messi in tensione.

Il movimento è anche un fenomeno meccanico.

I ricercatori hanno quindi utilizzato una matrice capace di sottoporre dinamicamente i motoneuroni a stimolazioni meccaniche.

Anche questa stimolazione ha favorito parametri associati alla crescita dei neuriti.

Ancora più interessante, le stimolazioni biochimica e meccanica producevano effetti simili su alcuni aspetti della crescita, pur attivando firme molecolari differenti. (PubMed)

Per me questo è un passaggio bellissimo.

Perché ci ricorda una cosa che nel lavoro sul corpo rischiamo spesso di dimenticare.

Il movimento non è soltanto ciò che vediamo nello specchio.

È una serie di informazioni che attraversano continuamente i tessuti.

Il muscolo parla con il sistema nervoso

L’idea generale non nasce da un singolo esperimento.

Altri lavori stanno studiando la comunicazione tra muscolo e sistema nervoso attraverso miochine, fattori neurotrofici ed esosomi.

Uno studio del 2024, per esempio, ha utilizzato un modello di tessuto neuromuscolare ingegnerizzato e ha osservato che l’innervazione e l’attività neuronale modificavano la produzione, da parte del muscolo, di sostanze con potenziale attività neurotrofica. (PubMed)

È quasi il contrario dell’immagine con cui abbiamo iniziato.

Non abbiamo:

nervo → muscolo

ma una conversazione:

nervo ↔ muscolo

Una conversazione continua.

Perché questa ricerca mi interessa nel lavoro sul movimento

Quando lavoro con una persona non penso mai al muscolo come a un pezzo isolato.

Non mi interessa soltanto chiedermi:

“Quanto è forte?”

Mi interessa:

come viene utilizzato?

quando entra in azione?

con quali altri muscoli collabora?

che movimento riesce a produrre?

Puoi avere un muscolo molto forte e un movimento poco organizzato.

È come avere un’orchestra composta da musicisti bravissimi che suonano ognuno una musica diversa.

Il problema non è la potenza dei singoli strumenti.

È la relazione tra loro.

Nel movimento accade qualcosa di simile.

Il sistema nervoso deve organizzare continuamente l’attività muscolare.

I muscoli, a loro volta, generano informazioni meccaniche e biochimiche.

Il corpo non lavora a compartimenti stagni.

Questo non significa che qualsiasi esercizio produca lo stesso effetto

Un altro errore sarebbe prendere questa ricerca e utilizzarla per concludere:

“Fare qualsiasi esercizio fa bene ai neuroni.”

La ricerca non dice neppure questo.

Tipo di movimento, intensità, durata, frequenza e caratteristiche individuali cambiano enormemente la risposta dell’organismo.
Per questo non basta chiedersi quanto ci alleniamo: conta anche capire che cosa rende davvero efficace un allenamento.

E soprattutto questo studio non confronta programmi di allenamento nelle persone.

Studia un meccanismo cellulare.

Per questo preferisco utilizzarlo come una finestra.

Ci permette di sbirciare dentro il corpo e vedere quanto siano complesse le conseguenze di una cosa apparentemente semplice come contrarre un muscolo.

Il movimento è molto più di consumo calorico

Questa è forse la riflessione che voglio conservare dalla prima versione dell’articolo.

Abbiamo ridotto per anni l’esercizio a numeri:

calorie bruciate,

chilometri percorsi,

peso sollevato,

minuti di attività,

frequenza cardiaca.

Tutti parametri che possono essere utili.

Ma muoversi non significa semplicemente consumare energia.

Ogni volta che ci muoviamo chiediamo al sistema nervoso di organizzare un compito.

Produciamo forza.

Riceviamo informazioni.

Modifichiamo tensioni.

Mettiamo in comunicazione parti diverse dell’organismo.

Il movimento è contemporaneamente meccanica, biologia e apprendimento.

Ed è questo, molto più del numero di calorie che compare sul display di una macchina, che continua ad affascinarmi dopo tanti anni di lavoro.

E nel GYROTONIC®?

Non esistono studi che permettano di prendere questa ricerca sui motoneuroni e attribuirla direttamente al GYROTONIC®.

Quindi non avrebbe senso scrivere:

“Il GYROTONIC® fa crescere i neuroni.”

Non lo sappiamo.

Quello che posso dire è che il GYROTONIC® è una forma di attività fisica nella quale il movimento viene continuamente organizzato attraverso coordinazione, mobilità, resistenza e controllo.

E questo è il punto che mi interessa.

Non cerco soltanto un muscolo che sappia contrarsi forte.

Cerco un corpo che sappia utilizzare i propri muscoli dentro un movimento.

Perché un muscolo non vive isolato.

E probabilmente nemmeno il suo rapporto con il sistema nervoso è semplice quanto immaginavamo.

La ricerca sta continuando a raccontarcelo.

Rifletto su quanto è stato dimostrato e credo che non devi sottovalutare il potere dell’esercizio fisico. per questo ho approfondito il tema nell’articolo sull’esercizio fisico come medicina.

Per questo ti regalo una serie di esercizi che ti arrivano senza costo nella tua casella mail.
Sono video che potrai fare a corpo libero e in sicurezza.

Clicca nel riquadro in fondo e buon lavoro

Fonte scientifica principale

Angel Bu, Ferdows Afghah, Nicolas Castro e colleghi, gruppo di Ritu Raman, MIT:

Actuating Extracellular Matrices Decouple the Mechanical and Biochemical Effects of Muscle Contraction on Motor Neurons.

Advanced Healthcare Materials, pubblicazione online 2024, volume 2025.
PMID: 39523700.
DOI: 10.1002/adhm.202403712.

Approfondimento:

Huang KY et al., Neuronal innervation regulates the secretion of neurotrophic myokines and exosomes from skeletal muscle, PNAS, 2024. PMID 38683978.

Torna in cima