Nel gyrotonic si usano i pesi: ma a cosa servono in questo allenamento?

Nel gyrotonic si usano i pesi: ma a cosa servono in questo allenamento?

Di |2026-09-10T21:39:05+01:00Settembre 10, 2026|0 Commenti

Nel GYROTONIC® si usano i pesi. Ma a cosa servono?

Quando pensiamo ai pesi, ci viene in mente la palestra. Magari immaginiamo qualcuno che cerca di sollevare un carico sempre più grande, oppure un culturista che lavora per aumentare il volume dei muscoli.

In realtà i pesi si possono usare per obiettivi diversi, anche all’interno della stessa palestra.

Nel GYROTONIC® li troviamo sulla Pulley Tower, collegati a un sistema di cavi e pulegge. Servono a creare una resistenza, ma in alcuni esercizi possono anche sostenere una parte del corpo.

E questo cambia il modo di utilizzarli.

Non è detto che più peso sia per forza la cosa da fare, o che un peso più leggero significhi un esercizio più semplice.

Il muscolo si adatta a quello che gli chiediamo

Il muscolo si adatta al lavoro che gli facciamo fare.

Se lo alleniamo con regolarità, proponendogli uno sforzo adeguato e progressivamente più impegnativo, può diventare più forte. Può anche aumentare di volume: si chiama ipertrofia e significa che le fibre muscolari diventano più grandi.

La crescita, però, dipende da come ci alleniamo, dal recupero, dall’alimentazione e dalle caratteristiche della persona. Usare i pesi non significa ottenere automaticamente lo stesso risultato. L’allenamento può essere organizzato per sviluppare capacità diverse, come spiega anche l’American College of Sports Medicine.

Pensa alle scale di casa. Se sei abituato a prendere l’ascensore e cominci a salirle a piedi, inizialmente potresti fare fatica. Con il tempo, gli stessi gradini possono diventare più facili.

Non significa necessariamente che ti siano cresciuti i muscoli delle gambe. Possono essere migliorati il fiato, la resistenza e la coordinazione del movimento.

Il corpo si è adattato a quello che gli chiedi.

E se certe cose smettiamo di farle?

Pensa a una materia studiata all’università e mai più utilizzata. Quando ti capita di riprenderla, alcuni passaggi li ricordi, mentre per altri devi riaprire il libro.

Con certi movimenti può succedere qualcosa di simile. Se per molto tempo non li facciamo, possiamo perdere familiarità e aver bisogno di pratica per ritrovarli.

Questa immagine aiuta a capire la coordinazione. Nell’inattività, però, possono cambiare anche i muscoli, che possono perdere forza e volume. Partecipano sia il sistema nervoso sia i tessuti muscolari.

Per questo, quando ricominciamo ad allenarci, dobbiamo dare al corpo il tempo di abituarsi al lavoro. Anche un gesto apparentemente semplice può richiedere attenzione se non lo facciamo da anni. Infatti quando si riprende as allenarsi, può comparire anche indolenzimento: ne parlo nell’articolo sui dolori muscolari post allenamento, chiamati DOMS.

I muscoli ci sostengono: l’esempio della tenda

I muscoli ci aiutano a muoverci e a sostenere il corpo contro la gravità.

Per farsi un’idea possiamo immaginare una tenda da campeggio: le ossa sono i pali, i muscoli le corde che contribuiscono a mantenerla in piedi.

Per montarla bene, dobbiamo regolare le corde. Se tiriamo una corda senza considerare le altre, possiamo inclinare tutta la struttura.

Il paragone è una semplificazione: nel corpo partecipano anche articolazioni, legamenti e il sistema che regola l’equilibrio. E soprattutto noi dobbiamo muoverci.

Le nostre “corde” devono continuamente adattare il proprio lavoro mentre camminiamo, ci pieghiamo o allunghiamo un braccio.

Per questo mi interessa allenare muscoli capaci di sostenere il corpo e di dosare la forza durante il movimento.

Nel linguaggio comune li chiamiamo “tonici”. Il tono muscolare, però, riguarda la tensione presente anche a riposo: è un’altra cosa rispetto alla grandezza del muscolo. Un aumento eccessivo del tono non indica un muscolo più allenato. Il significato fisiologico del tono muscolare.

Quello che cerco durante la lezione è la capacità di fare forza quando serve e di diminuire la tensione quando il gesto lo richiede.

La nostra tenda deve poter cambiare forma mentre rimane in piedi.

Che cosa fanno i pesi sulla Pulley Tower

Sulla Pulley Tower il peso arriva al corpo attraverso cavi e cinghie. Le pulegge permettono di cambiare la direzione della forza: il pacco dei pesi si muove in verticale, mentre noi possiamo muovere un braccio o una gamba in altre direzioni.

Questo sistema permette di offrire sia resistenza sia sostegno, secondo l’esercizio e la posizione del corpo.

Prendiamo un esercizio con le gambe nelle cinghie. Il cavo può contribuire a sostenere la gamba mentre la muoviamo. Rimane comunque da guidare il movimento, controllare il bacino e accompagnare il ritorno.

In una fase possiamo spingere contro la trazione del cavo; in un’altra dobbiamo controllare quanto ci accompagna.

Il lavoro muscolare continua anche mentre il peso scende. Se abbandoniamo il movimento, sarà il cavo a trascinarci.

Il rapporto tra corpo e attrezzatura è il punto di partenza anche della guida in cui spiego come funzionano le macchine di Gyrotonic.

Perché un peso più leggero può richiedere più lavoro

Se in un esercizio il cavo contribuisce a sostenere la gamba, diminuire il peso può ridurre quel sostegno. A quel punto dobbiamo occuparci maggiormente noi di tenerla e controllarla.

Ecco perché, in quella situazione, alleggerire il pacco dei pesi può rendere il gesto più impegnativo.

Quando invece il carico si oppone al movimento, aumentarlo richiede più forza per spostarlo.

Bisogna quindi guardare che cosa stiamo facendo, in quale posizione e in quale fase dell’esercizio.

Anche il lavoro dei muscoli può cambiare. Aumentare o diminuire il peso modifica la richiesta, ma non seleziona da solo un gruppo muscolare preciso. Contano anche la direzione del cavo e il modo in cui organizziamo il corpo.

Se per vincere una resistenza cominciamo a tirare su le spalle, bloccare il respiro o accorciare il movimento, abbiamo cambiato anche il modo di eseguire l’esercizio.

Spostare più peso, a quel punto, ci dice poco sulla qualità del lavoro che volevamo fare.

Come scelgo il peso durante una lezione

Quando scelgo il peso, guardo la persona mentre si muove.

Riesce a seguire il movimento? Riesce a respirare? Il collo rimane libero oppure si irrigidisce ogni volta che deve fare forza? Sa accompagnare il ritorno?

A volte aggiungere peso aiuta a sentire meglio il lavoro. Altre volte serve diminuirlo, perché la persona sta impiegando tutte le proprie energie per contrastare il cavo e perde il resto dell’esercizio.

Può anche succedere che il peso rimanga identico e che, nel tempo, il movimento diventi più ampio, continuo e controllato. Anche questo è un miglioramento.
Osservare questi cambiamenti aiuta a riconoscere un allenamento efficace, senza giudicarlo solo dalla fatica che abbiamo fatto

Nel mio modo di lavorare, i pesi servono ad allenare la forza insieme alla capacità di muoversi. Mi interessa che i muscoli sappiano sostenerci mentre ci allunghiamo, ruotiamo e cambiamo posizione.

Per questo, prima di aggiungere un peso sulla Pulley Tower, guardo come stai usando quello che c’è già.

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